Inchiesta di Alessandra Caputo
I lavoratori addetti al contact center dell’Inps convivono da quasi due anni con una costante incertezza rispetto al loro futuro lavorativo. La scelta, sancita da una legge, di internalizzare i servizi, ha prima acceso in loro un barlume di speranza, quella del tanto ambito posto pubblico, per poi invece farli precipitare in un limbo senza fine. Attraverso la storia di questi operatori conosciamo il mondo dei call center, fatto troppo spesso di precarietà, forte stress da lavoro correlato e poche speranze per il domani.
Una storia che fa riflettere sull’importanza di alcuni servizi, specie se pubblici, e sulle conseguenze di una cattiva gestione, conseguenze che ci riguardano tutti da vicino e di cui spesso non siamo neanche consapevoli.